Il Consiglio ha deciso oggi di prorogare per altri sei mesi, fino al 15 settembre 2026, le misure restrittive contro coloro che sono responsabili di aver minato o minacciato l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina.

Le sanzioni individuali continueranno ad applicarsi a circa 2.600 persone fisiche ed entità, colpite in risposta all'aggressione militare ingiustificata e non provocata della Russia contro l'Ucraina. Le attuali misure restrittive includono restrizioni di viaggio per le persone fisiche, il congelamento dei beni e il divieto di mettere a disposizione fondi o altre risorse economiche alle persone fisiche ed entità incluse nell'elenco.

Nel contesto della revisione delle sanzioni, il Consiglio ha anche deciso di non rinnovare l'inserimento nell'elenco di due persone fisiche e di rimuovere cinque persone decedute dall'elenco.

Dopo il 24 febbraio 2022, in risposta all'aggressione militare russa contro l'Ucraina, l'UE ha esteso massicciamente le sanzioni contro la Russia con l'obiettivo di indebolire significativamente la base economica russa, privarla di tecnologie e mercati critici e limitare in modo significativo la sua capacità di condurre una guerra.


Come affermato nel testo approvato da 25 Capi di Stato o di Governo in occasione del Consiglio europeo del 18 dicembre 2025, l'UE ribadisce il suo continuo e incrollabile sostegno all'indipendenza, alla sovranità e all'integrità territoriale dell'Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti. L'UE continuerà a fornire, in coordinamento con partner e alleati che condividono gli stessi ideali, un sostegno politico, finanziario, economico, umanitario, militare e diplomatico completo all'Ucraina e al suo popolo.

L'UE resta determinata a mantenere e intensificare la pressione sulla Russia affinché ponga fine alla sua brutale guerra di aggressione e si impegni in negoziati significativi per la pace.