Paper pubblicato da Ettore Dorrucci e Stefano Rossi il 2 febbraio 2026 sulla rivista "Perspective on Federalism"
Abstract
L’esperienza dell’Europa con l’emissione di debito sovranazionale garantito dai sovrani nazionali si estende ormai da oltre sette decenni. Nonostante obiettivi e strutture differenti, le iniziative di emissione congiunta hanno rispettato limiti chiari: solo emissioni temporanee per finanziare nuova spesa in risposta a crisi o esigenze ad hoc; nessuna mutualizzazione del debito; nessun Tesoro comune con una capacità fiscale permanente; nessuna unione di trasferimento. Questo articolo sostiene che trasformazioni geopolitiche e macro‑finanziarie di portata rivoluzionaria richiedono oggi una rivalutazione almeno di alcuni di questi limiti.
In un mondo in cui la nuova normalità è la competizione e il confronto con superpotenze predatorie, insieme a frequenti shock sistemici, l’emissione congiunta potrebbe finanziare Beni Pubblici Europei (EPG) essenziali per l’autonomia e la resilienza dell’Europa – e farlo, per la prima volta, su base permanente e strategica. Spieghiamo come una “coalizione dei volenterosi”, aperta a futuri aderenti, potrebbe avanzare tramite accordi intergovernativi ad hoc, andando oltre i limiti fissati dai Trattati e tenendo conto del contesto più ampio nel quale l’emissione congiunta deve essere realizzata.
Esploriamo inoltre se, in questo contesto mutato, possa esserci spazio – e a quali condizioni – per una sostituzione parziale del debito nazionale con nuovi strumenti europei con garanzie congiunte e solidali, così da favorire l’integrazione dei mercati finanziari e l’emergere di un autentico bene rifugio europeo. A tal fine viene illustrata una proposta.
In ultima analisi, i progressi verso la prossima generazione di emissioni congiunte in Europa dipenderanno non dal disegno giuridico, ma dalla volontà politica, dalla disciplina fiscale e dalla fiducia reciproca – un percorso pragmatico verso una sovranità europea più profonda.