La relazione annuale dell’Unione europea sullo Stato di diritto nasce da un confronto approfondito con le autorità nazionali e con le parti interessate. Il documento copre tutti gli Stati membri e quattro Paesi coinvolti nel processo di allargamento, applicando un approccio oggettivo e trasparente, e trattando le stesse aree tematiche in ciascun Paese considerato.

La Relazione 2026, appena pubblicata, include una sezione introduttiva che esamina la situazione complessiva nell’UE e, in parallelo, 27 capitoli nazionali dedicati ai progressi di rilievo registrati in ogni Stato membro. Il testo valuta l’attuazione delle raccomandazioni rivolte agli Stati membri nell’anno precedente e, sulla base di tale analisi, definisce un nuovo insieme di raccomandazioni mirate.

La relazione comprende anche quattro capitoli nazionali su Albania, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia, relativi agli sviluppi a partire dalla Relazione del 2024: ciò valorizza gli sforzi di riforma di questi Paesi per rafforzare la democrazia e lo Stato di diritto in vista dell’adesione, oltre che per assicurare standard elevati e duraturi una volta completato il processo di adesione.

Perché una relazione annuale?

Lo Stato di diritto rappresenta il punto centrale dell’intero ciclo annuale dedicato a questo tema. Si tratta di un ciclo impostato in chiave preventiva: ha l’obiettivo di promuovere lo Stato di diritto e di ridurre il rischio che le criticità emergano o si accentuino. È distinto dagli altri elementi del “pacchetto di strumenti” dell’UE in materia di Stato di diritto e si affianca ai meccanismi previsti dai trattati, senza sostituirli, per permettere all’UE di intervenire quando si presentano questioni attinenti allo Stato di diritto negli Stati membri. Tra questi strumenti rientrano le procedure di infrazione e la procedura per la tutela dei valori fondamentali dell’Unione prevista dall’articolo 7 del Trattato sull’Unione europea.

Un sistema di Stato di diritto realmente efficace assicura l’indipendenza dei sistemi giudiziari, politiche anticorruzione rigorose, un ecosistema mediatico libero e pluralistico, nonché strumenti solidi di controllo e bilanciamento dei poteri che salvaguardano i diritti e rafforzano la fiducia nelle istituzioni pubbliche e nella democrazia. Inoltre, garantisce la certezza del diritto necessaria per favorire investimenti, competitività e crescita economica.

La relazione 2026 ribadisce una dinamica largamente positiva, mettendo in evidenza miglioramenti continui in numerosi Paesi dell’UE, sostenuti da riforme importanti già realizzate o in fase di attuazione. Nonostante i molti punti di miglioramento e la non ancora ottimale omogeneità, sia la relazione che le relative raccomandazioni continuano a incoraggiare riforme e cambiamenti in tutti i Paesi monitorati.

Sistemi giudiziari

Nell'ultimo anno, molti paesi dell'UE hanno compiuto significativi progressi nelle riforme della giustizia. Le misure adottate includono il rafforzamento dell'indipendenza dei Consigli della magistratura, ulteriori garanzie per la nomina dei giudici e per le procedure disciplinari e il rafforzamento dell'autonomia delle procure.

Lotta alla corruzione

Tutti i paesi dell'UE stanno attualmente recependo, con il sostegno della Commissione, la nuova direttiva UE sulla lotta alla corruzione, che crea un quadro per prevenire, individuare e sanzionare la corruzione nell'Unione.
Diversi paesi dell'UE hanno elaborato nuove strategie anticorruzione e rafforzato la propria capacità istituzionale di contrastare il fenomeno.
La direttiva sulla lotta alla corruzione, entrata in vigore il 31 maggio 2026, stabilisce un quadro moderno e armonizzato per prevenire, individuare e sanzionare la corruzione nell'UE. La Commissione sta sostenendo gli Stati membri negli sforzi di recepimento e nel miglioramento dei rispettivi quadri anticorruzione.

Come emerge dalla relazione sullo Stato di diritto di quest'anno, sono necessarie ulteriori azioni per rafforzare i meccanismi di prevenzione, come quelli relativi al lobbismo e ai conflitti di interesse, e garantire l'efficacia delle indagini, dell'azione penale e delle sentenze definitive nei casi di corruzione. Nella maggior parte dei paesi che vogliono aderire all'UE, oggetto della relazione, i quadri giuridici e istituzionali sono stati rafforzati, ma occorre migliorare ulteriormente le indagini, l'azione penale e il giudizio sui casi di corruzione.

Libertà e pluralismo dei media

Sono in corso molte riforme nei paesi dell'UE per allineare le legislazioni nazionali all'European Media Freedom Act. Diversi paesi dell'UE stanno rafforzando il funzionamento indipendente e il finanziamento dei media del servizio pubblico, garantendo al contempo equità e trasparenza nell'assegnazione della pubblicità istituzionale.
La sicurezza dei giornalisti rimane una priorità per la Commissione, che sta aggiornando la propria raccomandazione in materia.
Molti paesi dell'UE stanno adottando misure concrete per contrastare il fenomeno delle azioni legali strategiche contro la partecipazione pubblica (SLAPP) e la Commissione prosegue la collaborazione con essi per sostenere il recepimento e l'attuazione della direttiva anti-SLAPP.

Sistema di pesi e contrappesi istituzionali

In alcuni paesi dell'UE persistono criticità legate all'uso eccessivo di procedure legislative d'urgenza e alla mancata consultazione delle parti interessate.
Molti paesi dell'UE continuano a garantire un quadro favorevole e di sostegno per la società civile e a sostenere gli sforzi per migliorare ulteriormente il contesto in cui essa opera. Tuttavia, in diversi paesi dell'UE, gli attori della società civile continuano a segnalare difficoltà, tra cui limitazioni ai finanziamenti e alla libertà di riunione pacifica.
La relazione sottolinea l'impatto dello Stato di diritto in tutti questi settori sul funzionamento del mercato unico e sul contesto operativo per le imprese.

La Commissione invita i paesi dell'UE ad affrontare le problematiche individuate nella relazione di quest'anno e si dichiara pronta a sostenere l'attuazione delle raccomandazioni.
Lo Stato di diritto è alla base della prosperità, della democrazia e della sicurezza dell'Europa. Sistemi giudiziari indipendenti, quadri anticorruzione efficaci, media liberi e pluralistici, nonché solidi meccanismi di controllo e bilanciamento dei poteri tutelano i diritti dei cittadini e rafforzano la fiducia nelle istituzioni pubbliche e nella democrazia. Essi garantiscono la certezza del diritto che favorisce gli investimenti, la competitività e la crescita economica.