Quando c'è la volontà e la motivazione, servono le persone per concretizzare il sogno. E questo è ciò che è accaduto lo scorso sabato 9 maggio a Torino. Ancora in pochi, troppo pochi, sanno che il 9 maggio è la Giornata dell’Europa. Anzi, la Festa dell'Europa: coincide con il primo, celebre discorso di unità europea tenuto ufficialmente a Parigi dall'allora ministro degli esteri francesi Robert Schuman nel 1950, la dichiarazione che segna l'avvio del processo dell'integrazione comunitaria dell'UE. Anche se le istituzioni europee lo ricordano con le dovute celebrazioni, il grande pubblico tanto in Italia quanto negli altri Stati membri, non è veramente consapevole di questa ricorrenza.
"Ma così come il 2 giugno festeggiamo i simboli nazionali, perché il 9 maggio non dovrebbe diventare una festa altrettanto partecipata in cui si celebrano i simboli europei?"
Così dice Stefano Rossi, segretario del Movimento Federalista Europeo Torino dal 2023 e dal 2025 responsabile dell'Ufficio Studi e Approfondimenti del Movimento Federalista Europeo. E continua:
"Questa domanda se la sono posti molti federalisti europei torinesi. E così il comitato cittadino DoSomething!, la sezione locale del Movimento Federalista Europeo e quella di Volt Europa, che insieme hanno deciso di lanciare una sfida a tutte le forze politiche e sociali: scendere in strada, per un giorno, come cittadini europei, per manifestare che oltre alla nostra identità nazionale vogliamo celebrare anche quella europea".
Una sfida riuscita, che in un'assolata Torino ha preso la forma di una marcia dal Ponte Unione Europea a Piazza Castello: una vera e propria festa europea, pacifica e partecipata, animata dalla musica, dalle bandiere blu e da tantissimi giovani, non solo italiani, protagonisti di una piazza viva, che ballava e cantava sulle note europee. E suggerisce ancora Rossi:
"Come ogni percorso, però, si può celebrare dove si è arrivati e allo stesso tempo rilanciare l’impegno per proseguire verso la meta: la federazione europea.
In fondo, la situazione dell’Europa rovescia una celebre formula del Risorgimento: se allora “l’Italia è fatta, bisogna fare gli italiani”, oggi gli europei ci sono già, ma bisogna ancora fare l’Europa. E il sentimento europeo va oltre i confini dell’Unione così com’è oggi: basta guardare ai popoli che si sentono profondamente europei pur non facendo ancora parte dell’UE, e che stanno lavorando per l'accesso all'UE".
È questo il messaggio del documento politico a cui hanno aderito tutte le associazioni, i movimenti e i partiti che hanno marciato insieme ai promotori (un totale di ben 42 diverse realtà!) a conferma di un dato non scontato: l’Europa riesce ancora a unire la società civile e le forze politiche, con le prime a fare da motore e i secondi a seguire, superando divisioni che troppo spesso paralizzano il dibattito pubblico.
“Insieme per l’Europa federale, libera e unita” è stato lo slogan che ha accompagnato l’iniziativa nelle settimane precedenti di preparazione all'evento. Perché questa gente che si unita ed è scesa in piazza, dice Rossi, lo fa per "un’Europa che parla apertamente di volontà di indipendenza, di affrancarsi dai nuovi imperi in competizione tra loro e di conquistare una reale autonomia strategica, capace di agire con una sola voce nel mondo per difendere e promuovere i propri valori".
Valori oggi messi in discussione in troppe aree del pianeta, dall’Ucraina al Medio Oriente, come hanno ricordato i numerosi interventi dal palco di Piazza Castello.
La giornata era iniziata già al mattino, con un incontro al Politecnico di Torino, dove personalità europee di primo piano come Paolo Gentiloni e Toomas Hendrik Ilves hanno dialogato con studenti e cittadinanza sul ruolo dell’Europa e sul contributo che Torino può dare a un nuovo slancio del processo unitario. Non a caso Ilves ha poi partecipato alla marcia del pomeriggio, sottolineando con la sua presenza il legame tra riflessione politica e mobilitazione civile.
Al convegno hanno anche partecipato come relatori la deputata europea Irene Tinagli, la professoressa Luiza Bialasiewicz e Domenec Devesa, che ha poi preso parte attivamente anche al corteo pomeridiano.
Dal palco di Piazza Castello è arrivato anche il saluto del Sindaco di Torino Stefano Lo Russo, a testimonianza della piena vicinanza delle istituzioni locali. I rappresentanti di tutte le organizzazioni hanno poi preso la parola dal palco per esternare ciascuno, in piena libertà democratica, il proprio pensiero rivolto all'unità europea. Significativa anche la presenza di molti ucraini, simbolo della continua solidarietà che i federalisti offrono a quel popolo ancora così martoriato dall'aggressione russa, e che vuole diventare europeo a tutti gli effetti.
Dichiara Rori Sforza, portavoce del comitato o DoSomething!: "A Torino abbiamo raggiunto un grande risultato: siamo riusciti a portare in piazza 2000 persone, lo stesso numero che era arrivato in piazza Carignano lo scorso anno sull'onda emotiva generata dal dall'irruzione di Trump sulla scena internazionale". E aggiunge:
Quest'anno ci è servito per capire che il processo europeo non si deve fermare, che deve essere incoraggiato e che all'Unione Europea mancano ancora troppe competenze.
L'Unione Europea viene accusata di essere assente o fallimentare in campi in cui non ha alcun potere reale, perché quel potere è frantumato in 27 pezzetti. Bisogna spingere e agire con i poteri dati ai cittadini dalla democrazia, per superare questa situazione. Bisogna crederci".
E riprendendo la precedente dichiarazione di Stefano Rossi, aggiunge:
"Rispetto alla famosa frase "l'Italia è fatta dobbiamo fare gli italiani" qui siamo in una situazione diversa in cui gli europei sono fatti, bisogna fare l'Europa, e i fatti dimostrano che ci sono più europei di quanti ce ne siano nell'Unione Europea".
Illuminanti anche le considerazioni di Albe Tani, federalista da un decennio e Regional Lead di Volt Europa, che osserva: "In modi diversi, chi avrebbe costituito il comitato promotore cerca da anni di intercettare il bisogno di europeismo che evidentemente c'è nella popolazione. Guardando i socials sembra che l'Europa Unita sia odiata, ma qualsiasi sondaggio risponde l'esatto opposto. E' evidente che "il mondo reale" non abbia modo di esprimersi perché soffocato dalle urla provenienti dal mondo digitale".
E sottolinea ancora: "Una marcia dal punto che ci lega al resto d'Europa, per questo battezzato "Ponte Unione Europea" fino alla piazza che ci lega alla capacità di Torino di ispirare Unità: Piazza Castello, davanti al primo Senato d'Italia.
Una moltitudine di partiti scende in piazza assieme. Partiti che l'anno scorso si erano divisi, e invece quest'anno tutti insieme si ritrovano uniti per l'obiettivo comune dell'abolizione dell'unanimità nelle istituzioni europee e per accelerare il federalismo".
E a conclusione del suo discorso dal palco in piazza, brillante la sua esortazione finale:
"Noi giovani europeisti siamo qui. Usateci. Siamo qui per consegnarvi un'opera che regga il peso del futuro. Un'Europa compiutamente federale. Da Torino è già partita l'unità d'Italia. Facciamo partire da qui il Risorgimento Europeo".
Gli organizzatori – Rori Sforza per DoSomething!, Stefano Rossi per il Movimento Federalista Europeo e Albe Tani per Volt Europa – insieme a tutti i giovani e meno giovani che hanno reso possibile l'iniziativa di sabato scorso (che sono davvero tantissimi) scommettono che il 9 maggio diventerà un appuntamento fisso per i torinesi: la macchina organizzativa, assicurano, è già in moto per il 9 maggio 2027.