Il Parlamento europeo ha adottato, con 420 voti favorevoli, 220 contrari e 26 astensioni, un’importante relazione della Commissione speciale sullo scudo europeo per la democrazia (EUDS). Il documento formula raccomandazioni specifiche affinché l’UE possa proteggere le proprie istituzioni democratiche, potenziando gli strumenti già a sua disposizione.

Istituita nel dicembre 2024, la Commissione speciale ha il compito di esaminare l’aumento e le conseguenze delle attività ostili rivolte contro l’UE, tra cui la manipolazione e le ingerenze straniere nell’informazione, gli attacchi ibridi e le campagne coordinate di disinformazione.

I deputati propongono, nella relazione, di istituire un centro dell’UE per la resilienza democratica, come già suggerito dal Parlamento nella legislatura precedente. Questa struttura dovrebbe operare quale «centro di eccellenza» indipendente per contrastare la manipolazione e le ingerenze straniere nell’informazione e per coordinare gli interventi nazionali. Non dovrebbe sovrapporsi agli strumenti già disponibili, bensì raccogliere in un’unica entità le iniziative dell’UE in corso, con una strategia, un mandato, risorse finanziarie e capacità operative definiti con chiarezza. La partecipazione di tutti gli Stati membri dovrebbe essere obbligatoria e l’organismo dovrebbe essere sottoposto a controllo parlamentare.

La relazione pone l’accento sui ripetuti attacchi ibridi russi contro le infrastrutture critiche, inclusi gli attacchi informatici, i sabotaggi materiali, gli incendi dolosi, lo spionaggio e le interferenze con i segnali. Rileva inoltre attività analoghe da parte di Bielorussia, Cina, Iran e Corea del Nord. Gli eurodeputati chiedono di estendere le sanzioni a chiunque agevoli la disinformazione o concorra ad aggirare le misure restrittive vigenti. Condannano anche la «lista nera» russa, compilata per ragioni politiche e comprendente funzionari dell’UE, giornalisti ed eurodeputati, che viene impiegata come strumento di guerra ibrida.

Considerato che questi attacchi si concentrano soprattutto nell’ambiente digitale, i deputati sollecitano l’applicazione rigorosa delle norme già in vigore, comprese quelle sui servizi digitali e sull’intelligenza artificiale, anziché l’adozione di nuove leggi. Chiedono altresì che le piattaforme siano chiamate a rispondere delle proprie attività e intensifichino gli sforzi per contrastare le ingerenze elettorali condotte tramite bot, per salvaguardare il dibattito democratico.

La relazione ricorda che la libertà di espressione e quella d’informazione sono diritti delle persone, non delle macchine.

Gli eurodeputati invitano l’UE a diminuire la dipendenza, nei settori sensibili, da tecnologie sottoposte al controllo di soggetti stranieri, con particolare riferimento alle aziende tecnologiche statunitensi e all’hardware cinese. A tal fine propongono, tra l’altro, un approccio equilibrato di «acquisto europeo» per gli investimenti nelle infrastrutture critiche e una maggiore diversificazione, scegliendo partner commerciali più affidabili per procurarsi materie prime critiche.

Per salvaguardare l’integrità elettorale dalle nuove minacce e impedire finanziamenti indiretti e ingerenze, i deputati suggeriscono di riconoscere le infrastrutture elettorali come infrastrutture critiche. Propongono di estendere alle donazioni politiche in criptovalute il principio «conosci il tuo donatore», intervenendo attivamente contro i deepfake e la pubblicità fraudolenta.

I deputati ritengono essenziali una cooperazione stretta e il sostegno volto a rafforzare la resilienza dei paesi candidati e partner. Al contempo, condannano la strumentalizzazione della migrazione, definendola un tentativo inaccettabile di esercitare pressioni politiche sull’UE.

A loro avviso, una società civile forte e indipendente si fonda anche sul miglioramento dell’alfabetizzazione mediatica e di quella relativa all’IA. Per questo chiedono anche finanziamenti stabili e di lungo periodo per la libertà dei media e il giornalismo investigativo, garanzie contro l’impiego illegale di spyware e iniziative a sostegno della partecipazione civica.

Il Parlamento osserva che rafforzare la resilienza democratica significa garantire la continuità del funzionamento della società anche durante le crisi. A questo scopo, raccomanda di svolgere regolarmente esercitazioni su vasta scala, di istituire un’applicazione dell’UE per gli allarmi di crisi e di proclamare il 24 febbraio «Giornata europea della preparazione», in ricordo dell’anniversario dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina.

Nelle conclusioni, i deputati avvertono che la frammentazione indebolisce l’efficacia dell’azione dell’UE, poiché nessuno Stato membro, da solo, può contrastare efficacemente queste minacce. Ritengono quindi urgente attuare le misure indicate nella relazione. Il relatore svedese Tomas Tobé ha dichiarato:

«Non vogliamo regolamentare le opinioni politiche, ma difendere la nostra democrazia dalle operazioni di ingerenza straniera. I bot russi non rappresentano la libertà di espressione; neppure le ingerenze straniere lo sono. E manipolare le nostre elezioni non può certo essere considerato libertà di espressione».

 

L'articolo è stato pubblicato sul Corriere Nazionale del 26 settembre 2026