Il regolamento EDIP (European Defence Industry Program) è stato adottato il 16 dicembre 2025. Si tratta di uno strumento comune che mira a rafforzare e modernizzare l'industria europea della difesa, garantendo agli Stati membri tecnologie all'avanguardia, incrementando la loro capacità produttiva e sostenendo gli appalti congiunti. Soprattutto, il regolamento vuole assicurare la fornitura costante di equipaggiamenti militari alle forze armate degli Stati membri, rafforzandone le catene di approvvigionamento.
A tal fine il regolamento introduceva l'istituzione di progetti industriali collaborativi ambiziosi nel settore della difesa, in grado di apportare maggiori benefici a una parte più ampia dell'UE, tant’è vero che questi progetti erano e sono aperti anche a Norvegia e Ucraina.
Queste le premesse utili a introdurre la rilevanza del nuovo passo: lo scorso 3 luglio la Commissione europea ha proposto cinque nuovi progetti su larga scala, cinque "Progetti europei di difesa di interesse comune" per aiutare i paesi dell'UE a rafforzare le proprie capacità di difesa attraverso lo sviluppo congiunto di sistemi militari chiave.
Questi progetti industriali si concentrano su cinque aree considerate “prioritarie”:
- droni e sistemi anti-drone;
- difesa marittima e dei fondali marini; spazio;
- difesa aerea e missilistica;
- rafforzamento della sicurezza lungo il fianco orientale dell'UE.
L'iniziativa è stata anticipata negli scorsi mesi da un esplicito invito della Commissione agli Stati membri a manifestare interesse e presentare proposte per potenziali ulteriori progetti.
Muovendosi nella cornice del Programma europeo per l'industria della difesa, forte di una dotazione di 1,5 miliardi di euro, la Commissione ha quindi stanziato 325 milioni di euro per l'avvio e l'attuazione dei piani.
I nuovi progetti offrono ai paesi dell'UE un quadro di riferimento per collaborare a importanti iniziative nel settore della difesa, iniziative la cui complessità ne avrebbe impedito lo sviluppo autonomo da parte dei singoli Stati. Restando in linea con le priorità della NATO in termini di capacità, questi nuovi progetti promuovono una cooperazione a lungo termine, volti a rafforzare l'industria europea della difesa e a migliorare la capacità dell'UE di rispondere alle sfide comuni in materia di sicurezza.
Ad ogni progetto partecipano in media 18 Stati membri. L'Ucraina prende parte a ben quattro dei cinque progetti. Anche la Commissione vi parteciperà, fornendo supporto finanziario e assistenza costante gli Stati membri nel coordinamento operativo. Inoltre, la Commissione monitorerà i progressi rispetto alle tappe fondamentali concordate, così da garantirne la tempestiva realizzazione.
Ora tocca al Consiglio deliberare in merito all'istituzione formale degli EDPCI, definendone obiettivi, caratteristiche, paesi partecipanti e investimento stimato, che si prevede sarà generato dagli EDPCI stessi. Il Consiglio dovrà anche adottare l’elenco degli EDPCI, e solo allora potranno ricevere finanziamenti dell'UE tramite il Programma per l'industria europea della difesa. Il finanziamento consentirà così l'avvio pratico dei progetti e getterà le basi per eventuali ulteriori finanziamenti attraverso il futuro Fondo europeo per la competitività.
Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha detto: “Queste iniziative potenziano la nostra capacità di salvaguardare la nostra sovranità in ogni circostanza, e rafforzano la cooperazione europea in materia di difesa. Dobbiamo agire più rapidamente, produrre di più insieme e investire nella nostra sicurezza: è proprio ciò che stiamo facendo. Sosteniamo inoltre l'Ucraina. Gli EDPCI ci aiuteranno a dimostrare che l'Europa è pronta a far seguire i fatti alle parole”.
Andrius Kubilius, Commissario per la Difesa e lo Spazio, ha dichiarato: “Questi nuovi e ambiziosi progetti di difesa a lungo termine consolidano la nostra autonomia strategica. Con un finanziamento complessivo di circa 190 miliardi di euro entro il 2036, svolgeranno un ruolo fondamentale nel rafforzare le capacità degli Stati membri e nel garantire la sicurezza dell'Europa e dei cittadini europei”.
In particolare, questa cornice operativa segna una svolta storica per l'UE: il progetto ha introdotto il criterio del "Buy European": tutti i nuovi fondi comunitari devono essere vincolati a industrie e catene di approvvigionamento che abbiano sede esclusivamente nel territorio dell'Unione Europea.