Fa sempre alquanto dispiacere dover constatare, cosa che accade spesso come un fulmine a ciel sereno, come pure le menti più sopraffine davanti alla complessità di alcuni temi diventino immediatamente più piccole di un bottone.
Nello specifico stavolta si analizza il tema dell'Europa Unita: c'è o non c'è? Ci è o ci fa? E soprattutto: cosa fa? E se fa qualcosa, lo fa contro o a favore nostro?

Chiunque di noi abbia fatto catechismo, o semplicemente sia stato educato con i sacri crismi della più tenace educazione morale, sa bene che prima di criticare qualcuno o qualcosa è buona creanza farsi dapprima un serio esame di coscienza.

A quanti sostengono (con una saggezza paragonabile a quella di un bradipo) che l'Europa per l'Italia rappresenta solo un danno, l'istinto suggerisce di non dedicare neanche una riga.
Da dove bisognerebbe iniziare a narrare cosa è accaduto a Noi Italiani all'indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale?
Quale illustre statista, tra quelli che hanno portato l'Italia nelle prime comunità europee, bisognerebbe citare per primo pur di levare tutta la polvere che offusca le menti più ottenebrate?

L'Italia senza l'Europa sarebbe oggi ancora in pieno medioevo. Non è vero che siamo un popolo di geni, di artisti e di supereroi. Nulla di tutto ciò. I livelli di corruzione che dilagano nel nostro Bel Paese Sono ai vertici mondiali, non solo su base numerica ma anche sul concetto di rischio esteso che va a ricadere direttamente sulla popolazione.
I dati sono semplicemente consultabili su qualunque motore di ricerca web.

La politica italiana da decenni non muove un dito per migliorare la sorte dei giovani che dovrebbero costituire il nostro futuro. La politica italiana da decenni non muove un dito per investire in cultura e istruzione. La politica italiana da decenni ha dimenticato il buon andamento della pubblica amministrazione e soprattutto della sanità pubblica.

Compiendo un confronto su questi medesimi temi, e paragonandoci alle altre nazioni dell'Europa unita, riusciremo forse a vedere quanto grandi siano i danni da auto-imputarci e quanto enormi siano i meriti di chi ha fatto finora ben meglio di noi.

E chiunque abbia frequentato non dico gli atenei e le università ma anche solo una buona scuola media superiore sa bene che si cresce soltanto avendo come riferimento chi è nei fatti meglio di noi. Bene: l'Unione Europea è nata per garantire pace e benessere a Popoli che per ben due volte nell'arco di mezzo secolo si sono comportati da perfetti fratricidi.

Il concetto supremo di democrazia è tuttora perfettamente rappresentato fin nei più piccoli ingranaggi di tutte le istituzioni europee che ogni giorno cercano di ricondurre le difformità di pensiero, di cultura e di prassi nell'ambito sacro della democrazia.

Noi italiani, nonostante l'abbiamo scritto nero su bianco nella carta costituzionale, non siamo stati in grado negli ultimi 80 anni di equiparare democrazia formale e democrazia sostanziale. Eppure siamo soltanto un unico Popolo.
Diversamente da noi, negli ultimi 80 anni le istituzioni europee nel bene o nel male danno quotidianamente prova di riuscire a tenere insieme cose talmente diverse che neanche il più abile risolutore del dado di Rubrick riuscirebbe mai a fare.

E a quanti concentrano i propri sforzi di critica totale verso l'Europa sul tema annoso dell'economia, delle finanze e delle correlate imposizioni che ci arrivano da Bruxelles, da Lussemburgo e da Strasburgo, sarebbe fortemente consigliato un soggiorno anche breve in tutte le tre città appena nominate. L'Europa Unita non è solamente economia, finanza e conti che troppo spesso non tornano. Tutto ciò che la politica italiana non fa per i giovani, per l'istruzione, per l'amministrazione e per la sanità generale, lo fa la politica europea. Basterebbe consultare tutti i canali digitali a disposizione degli europei, che garantiscono piena trasparenza (diversamente ancora una volta, dalla politica italiana).

Chi spara sull'Europa Unita fa la stessa cosa di quanti oggi criticano le Nazioni Unite.
Il fatto che queste istituzioni siano oggi in difficoltà non dipende dall'errore della loro impostazione originaria. Piuttosto, dipende dal tradimento che le attuali generazioni continuano a compiere nei confronti delle madri e dei padri fondatori di quelle stesse istituzioni.

Piero Calamandrei sosteneva che per onorare la Carta Costituzionale gli italiani avrebbero dovuto fare soltanto una cosa: non tradire i costituenti.
Ed è lo stesso principio che Adenauer e Schuman e Spinelli ribadirono, auspicando che dopo la loro morte il sogno costruito con così tanta fatica fosse tramandato e incarnato nelle generazioni future.

Serve quindi una buona dose di umiltà nel riconoscere tutti i limiti della propria piccola, immatura, gloriosa Nazione Italiana prima di criticare qualcosa che ci ingloba e al contempo ci assicura molte più fortune rispetto ai disagi che, senza ombra di dubbio, oggi ci ritroveremmo a dover sopportare, se fossimo soli.

Essere antieuropeisti oggi significa sottoscrivere una dichiarazione di miopia politica disarmante.
Imputare all'Europa le scorrettezze e i gravami che noi stessi siamo incapaci di correggere in primis a casa nostra è l'evidente riconoscimento dell'incapacità di prendere in mano la situazione e iniziare a fare pulizia nel nostro cortile piuttosto che additare la mosca sul balcone del vicino.

Perché, come raccontava Pietro Nenni, sono gli uomini che fanno le leggi, e non il contrario. Ergo sono gli uomini (e le donne) che devono fare l'Europa unita.
Saranno mica così idioti gli inglesi, che a distanza di pochi anni dalla Brexit stanno facendo carte false per rientrare in questa maledetta Unione Europea?
Sarà forse accecata, la perfida Albione, da chissà quali crisi interne da non trovare altra soluzione (in autonomia) piuttosto che rientrare con la coda tra le gambe nell'alveo delle istituzioni europee comuni?

Serve umiltà. Lo dicevano le madri costituenti, che pure la loro battaglia l'avevano condotta in gonna e calzettoni sulle cime e nella neve. E dicevano anche che serve coraggio, tanto coraggio, per andare avanti.
Una società matura riconosce i propri limiti e guarda verso migliori modelli per ottenere un futuro migliore. È troppo facile criticare senza proporre una soluzione alternativa che sia valida e costruttiva.

Dovremmo smetterla noi italiani di piangerci addosso e incolpare qualcun altro delle nostre mere incapacità.
Il problema è che abbiamo la memoria corta, troppo corta. E Purtroppo è documentato che chi non ricorda la Storia è destinato a ripeterla.
Davanti ai pochi illuminati che non dimenticano questi semplici principi si apre un'unica strada: quella di continuare a credere in un progetto glorioso di pace, sicurezza, condivisione e armonia. E questo progetto oggi si chiama Unione Europea federale.

Lo spirito socialista fu alla base dell'Unità post bellica, e contribuì alla creazione del primo nucleo federalista, accantonato sotto fascicoli e fascicoli di nazionalismi non ancora del tutto sopiti. Siamo ancora fermi lì?
Andare avanti: Avanti! Ce lo hanno sempre detto i nostri campioni socialisti, liberalsocialisti, democratici e riformisti.

Sono gli uomini e le donne che creano attraverso le leggi le istituzioni. Se c'è qualcosa che va cambiato, allora sono gli uomini e le donne a doverlo fare, senza sputare nel piatto che fino ad ora ci ha salvati.
E soprattutto senza rinnegare quello che uomini e donne ben più saggi di noi sono riusciti a darci finora, nonostante noi li abbiamo sistematicamente traditi.

 

articolo pubblicato su LaGiustizia.net il 29 aprile 2026