Giovedì 9 Luglio l'assemblea plenaria del Parlamento Europeo ha dato il via libera ai negoziati con il Consiglio per la creazione dell'euro digitale. Il progetto offrirà ai cittadini un modo sicuro per ridurre la dipendenza da fornitori extra-UE.

Da lunedì 13 Luglio sono formalmente partiti i lavori tecnici e sperimentali sul tema. 
L'idea fu lanciata già anni fa dalla Banca Centrale Europea. Attualmente non esiste un’opzione di pagamento digitale europea che copra l’intera area dell’euro. In 13 paesi su 20 si utilizzano circuiti internazionali per i pagamenti con carta. 

L’euro digitale sarà quindi un mezzo di pagamento elettronico europeo accessibile e accettato in tutti i paesi dell’area dell’euro.

Con 416 voti a favore, 169 contrari e 22 astensioni, il Parlamento europeo ha deciso di passare alla fase successiva dell'iter legislativo. I gruppi PfE, ECR ed ESN avevano contestato alcune decisioni relative ai fornitori extra UE. Il fascicolo relativo allo status di corso legale delle banconote e delle monete in euro non è stato contestato da nessuno. Pertanto, i negoziati potranno proseguire linearmente.

A guidare la squadra negoziale del Parlamento in trattativa col Consiglio sarà Fernando Navarrete Rojas (PPE, ES). A breve partirà un primo ciclo di negoziati anche con la Presidenza irlandese del Consiglio, in rappresentanza degli Stati membri.

Alcuni punti chiave della posizione negoziale del Parlamento vanno tenuti in considerazione.
Innanzitutto, l'euro digitale sarà una nuova forma elettronica di moneta emessa dalla Banca centrale europea e funzionerà sia online che offline.
Nell'utilizzo dell'euro digitale saranno integrate tutte le misure utili a tutelare la privacy degli utilizzatori.
Le transazioni saranno quindi verificate senza esporre dati personali, che saranno trattati solo nella misura strettamente necessaria al funzionamento del sistema.

La maggior parte delle imprese sarà tenuta ad accettare l'euro digitale. Si prevedono eccezioni per i lavoratori autonomi e per le piccole o microimprese che non accettano altri pagamenti digitali. I servizi di base, come l'apertura di un conto, la detenzione e la gestione di fondi e l'accesso ad almeno uno strumento di pagamento, saranno gratuiti.
Per tutelare il sistema finanziario, sarà previsto un limite alla quantità di euro digitali che ogni individuo potrebbe detenere.

Le banche e i prestatori di servizi di pagamento dei paesi dell'UE non appartenenti all'area dell'euro saranno autorizzati a distribuire l'euro digitale.
I paesi dell'area dell'euro avranno comunque l'obbligo di garantire l'accessibilità parallela al contante; le imprese non potranno vietarne l'uso e gli Stati membri dovranno monitorarne regolarmente la disponibilità, prestando particolare attenzione alle categorie più vulnerabili (anziani, persone a basso reddito e quanti non hanno accesso al sistema bancario tradizionale).

Ad oggi, oltre 50 banche europee hanno già presentato domanda per partecipare alla sperimentazione. Tra queste, sette banche sono italiane. 

La BCE si prefigge di essere pronta per una possibile prima emissione dell’euro digitale già nel 2029, sempre che la necessaria normativa dell’UE sia adottata nel corso del 2026. In linea con la sua natura di bene pubblico, l’euro digitale sarà utilizzabile gratuitamente dai consumatori per le funzioni di base e sarà efficiente anche sotto il profilo dei costi per i commercianti europei. 

L’Eurosistema non applicherà né beneficerà di alcuna commissione per le operazioni in euro digitali, riducendo così la dipendenza europea dai circuiti internazionali oggi monopolizzanti, come Visa o Mastercard.

Il presidente dell'Eurogruppo, Pascal Donohoe, spera di chiudere le fasi progettuali entro l'anno per arrivare all'annuncio nel 2027, quindi ben prima del 2029 (come spera la BCE). Sarebbe un gran traguardo raggiunge questo obiettivo proprio in concomitanza con i 25 anni dalla nascita dell'euro