Da oggi 12 agosto entrano in vigore i nuovi obblighi del Regolamento Europeo sugli imballaggi e i loro rifiuti. In tutti gli Stati membri sarà applicata la normativa UE che fissa i requisiti di sostenibilità, riuso, riciclo ed etichettatura per tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo durante l’intero ciclo di vita.
Scopo ultimo della manovra? Ridurre i rifiuti da imballaggi e raggiungere la vera transizione verso i prodotti riutilizzabili.
Jessika Roswall, Commissaria europea per l’Ambiente, ha dichiarato che le nuove norme “contribuiranno a ridurre i rifiuti, ad aumentare il riciclo, a rendere gli imballaggi a contatto con gli alimenti più sicuri per i consumatori, limitando le sostanze nocive come i PFAS, e a ridurre la nostra dipendenza dalle materie prime vergini”.
La più importante novità in vigore da oggi è la restrizione sull’uso di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) negli imballaggi a diretto contatto con gli alimenti. In pratica, se questi contengono PFAS al di sopra dei limiti consentiti dal regolamento non potranno più essere immessi sul mercato comunitario.
Perciò le aziende devono assicurarsi, da oggi, di rispettare questi limiti e testare i loro imballaggi.
Definite “sostanze chimiche eterne”, i PFAS sono un gruppo di sostanze nocive che possono accumularsi sia nell’ambiente che nel corpo umano. Sono normalmente utilizzate nella produzione degli imballaggi alimentari, come ad esempio contenitori per cibo da asporto, gli involucri per il fast food, la carta da forno, le scatole per la pizza e molto altro.
Certo, le aziende non sono obbligate a modificare i loro prodotti nell’immediato, e nessun prodotto sarà ritirato dal mercato a causa delle nuove norme. Però gli Stati membri e le rispettive autorità nazionali dovranno far rispettare le regole. Come? Nel primo periodo di applicazione del nuovo regolamento non dovranno imporre sanzioni per mancata conformità, ma collaborare con le aziende per garantire il rispetto delle stesse.
E ancora sui PFAS, da oggi entrano in vigore diverse regole armonizzate in tutta l’Unione per le definizioni di "fabbricanti e produttori", che sono gli intestatari della responsabilità estesa del produttore degli imballaggi.
Da oggi in poi sarà anche obbligatoria la presenza, sugli imballaggi, di determinati marchi e informazioni, perché in questo modo si garantirà che i fabbricanti o gli importatori di imballaggi potranno essere identificati e contattati (all’occorrenza).
Questo è importante perché se emergessero effettivi problemi con l’imballaggio, ad esempio se non fossero rispettati i limiti di PFAS, bisognerà assicurarsi che le autorità siano in grado di risalire al produttore effettivo affinché questo modifichi i suoi comportamenti e si conformi alla legge.
Altre norme del regolamento entreranno in vigore nei prossimi anni.
Per l'esattezza, dal 2028 un sistema armonizzato di etichettatura per gli imballaggi sarà applicato in tutta l’UE. Questo servirà a facilitare la raccolta differenziata, per aumentare l’efficienza dei flussi di riciclo e compostaggio e consentire all’industria degli imballaggi di risparmiare molti miliardi di euro nel corso degli anni.
Ma la maggior parte degli obblighi entrerà in vigore solo a partire dal 2030. Allora saranno operative altre misure dirette a ridurre la produzione di rifiuti di imballaggio (nuovi limiti allo spazio vuoto, obiettivi di riutilizzo o formati di imballaggio in plastica monouso di dimensioni molto ridotte utilizzati in hotel e ristoranti) e promuovere l’economia circolare, compreso l’uso obbligatorio di plastica riciclata per tutti i nuovi imballaggi in plastica, che dovranno essere tutti riciclabili.