Gioved 5 marzo è stato diramato il testo della “Dichiarazione congiunta dei ministri del Consiglio di cooperazione del Golfo e dell’Unione europea sui recenti sviluppi in Medio Oriente: attacchi dell’Iran contro gli stati del Consiglio di cooperazione del Golfo”. In 15 punti le istituzioni di vertice dell’UE hanno chiarito qual è e quale potrebbe essere la risposta comunitaria alla crisi.
Il Consiglio di cooperazione del Golfo è un organismo creato il 25 maggio 1981 su impulso dell’Arabia Saudita e sotto vivo sollecito degli Stati Uniti. Ha scopi essenzialmente di integrazione economica, militare, politica e sociale. Il suo Consiglio comprende sei stati monarchici sunniti: tre monarchie costituzionali (Qatar, Kuwait, Bahrein), due monarchie assolute (Arabia Saudita e Oman) e uno stato di monarchie assolute federate (Emirati Arabi Uniti).
Insieme, questi paesi e il Consiglio dell’Unione Europea, convenuti in riunione straordinaria e guidati dai loro rispettivi rappresentanti (Jassim Mohammed Al-Budaiwi, Segretario Generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo, e Kaja Kallas, Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza UE e Vicepresidente della Commissione Europea) hanno in prima battuta sottolineato l’importanza del partenariato strategico tra l’UE e il CCG istituito nel 1988 e riconfermato con il vertice UE-CCG di Bruxelles nell’ottobre 2024.
Subito dopo, i Ministri hanno condannato fermamente gli ingiustificati attacchi iraniani contro i paesi del CCG, definendoli “attacchi che minacciano la sicurezza regionale e globale”, e hanno invitato l’Iran a cessare immediatamente i suoi attacchi.
L’Unione Europea ha ribadito la sua solidarietà con i paesi del CCG e tutti i Ministri hanno ribadito il loro impegno per la stabilità regionale, richiedendo con fermezza la protezione dei civili e il pieno rispetto del diritto internazionale, del diritto internazionale umanitario e dell’obbligo di attenersi ai principi della Carta delle Nazioni Unite.
Sul piano tecnico, i Ministri hanno ricordato di aver costantemente esortato l’Iran a limitare il suo programma nucleare e missilistico balistico, nonché ad astenersi da attività destabilizzanti nella regione e in Europa, e soprattutto a cessare la spaventosa violenza contro il suo stesso popolo.
Sono stati poi discussi i danni significativi causati dai recenti attacchi indiscriminati iraniani contro gli Stati membri del Consiglio di cooperazione del Golfo, che hanno preso di mira diverse infrastrutture civili, tra cui impianti petroliferi, strutture di servizio e aree residenziali, provocando danni materiali e minacciando la sicurezza, l’incolumità e la vita dei civili.
I Ministri hanno ribadito il loro incrollabile impegno al dialogo e alla diplomazia come mezzi preferenziali per risolvere la crisi. A tal fine hanno ricordato il diritto intrinseco dei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, ai sensi dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, di difendersi, individualmente e collettivamente, dagli attacchi armati dell’Iran, perché hanno il diritto di adottare tutte le misure necessarie per difendere la propria sicurezza e stabilità e proteggere i propri territori, cittadini e residenti al fine di ripristinare la pace e la sicurezza internazionali. Chiudendo su questo centrale argomento, i Ministri hanno ricordato la responsabilità del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nel ripristinare e mantenere la pace e la sicurezza internazionali.
Lanciando uno sguardo al futuro prossimo, i convenuti hanno concordato di unire gli sforzi diplomatici per trovare una soluzione duratura che impedisca all’Iran di acquisire un’arma nucleare, di astenersi da attività destabilizzanti nella regione e in Europa, e di consentire al suo popolo di determinare il proprio futuro.
Incentrandosi sulla destabilizzazione economica e commerciale prodotta dagli eventi critici, i Ministri hanno ribadito l’importanza di salvaguardare lo spazio aereo regionale, le rotte marittime e la libertà di navigazione, anche nello Stretto di Hormuz e Bab-el-Mandeb, nonché la sicurezza delle catene di approvvigionamento e la stabilità dei mercati energetici globali.
A tal proposito è stata sottolineata l’importanza delle operazioni di difesa marittima dell’UE “Operazione Aspides – Marina Militare” e “ATALANTA” già in atto per proteggere le vie navigabili critiche e ridurre le interruzioni delle catene di approvvigionamento.
A chiusura dei lavori, è stato fortemente sottolineato che l’Europea e i suoi Stati membri continueranno a compiere ogni sforzo per consentire la partenza sicura dei propri cittadini, in stretta collaborazione con gli Stati membri del Consiglio di cooperazione del Golfo.